Il Palermo beffa l’Inter

Aprile 15, 2009 at 7:37 pm | In great news | Leave a Comment
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MILANO – Incredibile al Meazza: in due minuti il Palermo raddrizza una partita che sembrava già persa e strappa un pari all’Inter, mantenendo ancora vivo il campionato.Il pareggio strappato dalla squadra di Ballardini ridà fiducia soprattutto alle speranze di scudetto della Juventus, che nel posticipo di stasera può rifarsi sotto ai campioni d’Italia in attesa dello scontro diretto della prossima settimana.Se è vero che questo scudetto l’Inter lo vincerà in casa, come è convinto Mourinho, allora questo pareggio a sorpresa può complicare davvero la marcia dello squadrone dello Special One.

Dovevano essere tre punti sicuri per i campioni d’Italia, per trequarti della partita è sembrato tutto fin troppo facile contro il Palermo.Ma proprio quando l’Inter si è sentita troppo sicura di sè si è rilassata e questo l’ha tradita.

Toldo, che ha sostituito tra i pali l’infortunato Julio Cesar, nel primo tempo non ha fatto nemmeno una parata e i rosanero si sono affacciati nell’area interista solo sporadicamente.La squadra di Ballardini si è fatta quasi subito schiacciare nelle propria metà campo e in difesa Carrozzieri e Kjaer, preferito all’inizio a Bovo, hanno lasciato delle praterie a Ibra e Balotelli.

Anche in attacco al di là dei gol Ibra e Balotelli sono apparsi più svagati del solito.Nel primo tempo con Bresciano in panchina (al suo posto Migliaccio), Miccoli e Cavani hanno vagato come fantasmi per il campo, la ‘diga’ a centrocampo dei siciliani ha resistito appena un quarto d’ora.

Fonte:
http://www.lasicilia.it/index.php?id=20040&template=lasiciliait

Scusate ma non ho capito

Agosto 31, 2008 at 12:26 pm | In great news | Leave a Comment
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Leggo e rileggo il comunicato dell’editore e, lo confesso, continuo a non capire. Una sola cosa capisco: il licenziamento di Antonio Padellaro da direttore de l’Unità non dipende dal fatto che Padellaro non è abbastanza «multimediale». Sgombero subito il campo da un paio di equivoci.Primo: sono molto affezionato al principio di autorità, nonché al motto lombardo ‘offelè, fa el to mestè’. Dunque riconosco agli editori il potere di nominare i direttori che più li aggradano e non penso affatto che l’umile collaboratore di un giornale debba metter becco nelle loro decisioni. Ma, siccome a questo giornale collaboro fin dal 2002, avrei preferito che qualcuno spiegasse ai lettori e ai giornalisti dell’Unità perché l’avventura di questo giornale morto nel 2000 e risorto nel 2001 grazie al duo Colombo-Padellaro, a una redazione tenace disposta a ogni sacrificio e a un pugno di editori coraggiosi debba concludersi così bruscamente e inspiegabilmente.Secondo: sono abituato a basarmi sui fatti e dunque non farò processi alle intenzioni, ergo non dirò una parola sul nuovo direttore, Concita De Gregorio, se non che è un’ottima giornalista e una persona squisita, che ho avuto modo di sentirla un paio di volte nelle ultime settimane, che mi ha garantito massima continuità e libertà, che le auguro i migliori successi.Ma il punto è ciò che è accaduto finora, negli ultimi tre mesi sottotraccia e negli ultimi tre giorni alla luce del sole.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78349

G8, a Genova parte La settimana dei diritti

Luglio 21, 2008 at 10:20 pm | In great news | Leave a Comment
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Disoccupati, migranti, bambini, persone che non hanno libertà di religione e parola: sono questi, secondo la vice presidente della Camera Rosy Bindi «i nuovi deboli, prodotti dal sistema socio-economico». A Rosy Bindi Genova ha affidato l’apertura della «Settimana dei diritti», organizzata anche in occasione della ricorrenza del G8 e partita con il dibattito «I diritti e i deboli» al quale hanno partecipato anche il sindaco Marta Vincenzi, il responsabile della promozione della città Nando Dalla Chiesa e l’assessore Paolo Veardo. Rosy Bindi ha espresso preoccupazione per il mancato riconoscimento della gravità dei fatti avvenuti alla caserma di Bolzaneto. «Non mi preoccupano tanto le pene previste dalla sentenze, quanto il non aver visto riconosciuta la gravità dei fatti successi in quei giorni – ha sottolineato Bindi -. Per questo è importante che il dibattito sui diritti e sul rispetto della dignità riparta da una città simbolo come Genova». «I deboli sono tali perchè sono stati sospesi loro i diritti fondamentali e la prima riflessione da fare è capire quanti nuovi deboli sta creando il nostro sistema – ha detto Bindi – Occorre poi individuare e sanare le patologie del sistema stesso, i ritardi, le inedeguatezze». Per farlo occorre ripartire dai diritti fondamentali «quelli che, a torto, sono stati dati per acquisiti e per i quali invece non si può smettere di combattere, specie in un momento in cui sembrano essere a rischio» ha concluso la vicepresidente della Camera.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77203

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