La vita dal principio alla fine

Giugno 1, 2009 at 1:36 pm | In info news | Leave a Comment
Tags: , , , ,

Un geriatra, un biologo e un ginecologo coordinati dal presidente dell’Ordine dei medici Gabriele Peperoni per parlare del fine vita e del momento in cui si ritiene debba essere considerata l’inizio.E’ accaduto in un’affollata conviviale in interclub tra i Rotary Sud Ovest e Castel Sant’Elmo – presieduti rispettivamente da Ugo Oliviero e Costabile Guida – al Circolo della Staffa, lunedì scorso.Si è trattato, in pratica, di un lungo excursus normativo dal giuramento di Ippocrate in cui si detta di ‘non compiere mai atti per provocare la morte’ a tutte le norme alle quali la legge fa riferimento fino ad arrivare all’ultima varata dal Senato lo scorso 26 marzo, il decreto legge Calabrò, risultante dall’unificazione di 14 disegni di legge per cui si è chiamato Dat, disposizioni in materia di alleanza terapeutica.

‘La legge non può in nessun caso travalicare i limiti imposti dal rispetto della persona umana – ha affermato ancora Peperoni – e, in realtà, non c’era bisogno di questa legge che si rivolge soprattutto verso coloro che sono in coma vegetativo permanente’.Un paziente in fine vita doveva essere tutto affidato alla sensibilità del medico curante, invece sono intervenuti i magistrati e i politici per arrivare a questa legge che è stata poi chiarita dai relatori Salvatore Putignano, geriatra, Mario Tecce, biologo chimico e Francesco Buoninconti, ginecologo.I relatori, in realtà, hanno tutti sostenuto la sola necessità di un’attività di sostegno all’anziano per la morte che porta sofferenza, non la categoricità di una legge generalizzante.

‘Il problema è davvero complesso – ha concluso Putignano dopo una attenta disamina delle varie norme – e induce a riflessioni poiché il decreto legge è poca cosa rispetto alla complessità di un momento del genere’.Si parlato ancora di sostegno spirituale, di alimentazione forzata (la peg) e di differenza con la nutrizione, che è solo assorbimento intestinale e poi di possibilità di terminare la propria vita tra i familiari, a casa: poiché è questa, in sintesi, l’umana volontà che emerge.

E poi di dichiarazioni anticipate di trattamento che non si possono definire direttive poiché bisogna rispettare anche la libertà del medico e non solo quella del paziente.’La conoscenza del genoma, ovvero la definizione di tutti i geni che compongono l’organismo ha cambiato il nostro modo di vedere la vita, ma fino ad un certo punto – ha detto poi il chimico Tecce – dal 1628 in cui si è scoperto che il sangue circolava, sono stati fatti passi da gigante: è qui l’inizio dell’era del positivismo’.

Fonte:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=28321

Ancora nessun commento. »

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.